giovedì 2 luglio 2009

Sabato 4 luglio 2009 Giornata di festa per il progetto “InformAnziani” dell’Associazione “Genitori Oggi”


Il posto migliore dove prendersi cura delle persone anziane indigenti è certamente la loro abitazione ed il loro ambiente familiare. Spesso però solitudine, povertà ed uno stato di salute precario rendono gli anziani fragili e bisognosi di assistenza.
Un’emergenza sociale – spesso celata e a cui in diversi casi viene data davvero poca attenzione – a cui l’Associazione di Volontariato “Genitori Oggi” ha tentato di rispondere con il progetto “InformAnziani - Servizio gratuito di ascolto, informazione, orientamento e supporto domiciliare rivolto alle persone anziane e loro famiglie”, partito nel 2002 ma potenziato nel corso dell’ultimo anno grazie ad un importante cofinanziamento del CESVOL - Centro Servizi per il Volontariato di Perugia a valere sul Bando “Progettazione Sociale”, che ha consentito, tra le altre cose, di acquistare un automezzo nuovo ad uso esclusivo del servizio.

Sabato 4 luglio 2009 si svolgerà la giornata conclusiva del progetto “InformAnziani”, che visto la partecipazione di una vasta rete di soggetti pubblici e del privato sociale: Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, Regione Umbria – Servizio Civile, Comuni di Città di Castello, San Giustino e Citerna, Centro Accoglienza per Disabili “San Giovanni”, Cooperativa Sociale “Fiore Verde”.
Il programma dell’iniziativa è diviso in due parti:

- la mattina, alle ore 9.30, presso la Sala Consiliare del Comune di San Giustino, si svolgerà l’Incontro di presentazione dei risultati e dell’impatto sociale del progetto “InformAnziani”;


- il pomeriggio, dalle ore 17.30 in poi, presso la Casa Famiglia per Anziani “San Giovanni” di Città di Castello, si svolgerà la “Festa delle nonne e dei nonni insieme alle loro famiglie”.

Il servizio “InformAnziani” ha la propria sede in Via Nuova, 18 a Lama di San Giustino (PG) ed i volontari possono essere contattati al numero verde gratuito 800 48 33 03.
Il servizio “InformAnziani” promuove la cultura della domiciliarità a favore delle persone ultrasessantacinquenni che vivono in condizioni di isolamento e a forte rischio di esclusione sociale, perché prendersi cura degli anziani nel loro ambiente familiare è il modo migliore per alleviare il loro disagio.


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