
(ASCA) - Citta' di Castello (Pg), 6 nov - E' stato un arresto movimentato quello per il presunto omicida 30enne sudafricano, che avrebbe ucciso la scorsa notte un polacco 31enne, forse per un diverbio per motivi di lavoro. Il polacco era stato trovato morto nel garage di casa a Citerna, in alta valle del Tevere. Stamane dopo oltre tre ore di trattative per cercare di bloccare il presunto omicida sudafricano barricatosi nella sua casa di Via Diaz a Citta' di Castello, i carabinieri del Gis di Livorno (Primo reggimento CC paracadutisti Tuscania, fatti intervenire alle prime luci dell'alba), hanno fatto irruzione nel piccolo appartamento espodendo alcuni lacrimogeni e colpi in aria, come disposto dal sostituto procuratore della repubblica del capolugoo umbro Giuliano Mignini che era intervenuto a Citta' di Castello. Un militare del GIS e' rimasto ferito al volto di striscio ed e' stato soccorso, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Sarebbe stato un colpo di pistola espolso dal presunto omicida. La ricostruzione del grave fatto di sangue e' stata fatta dal comandante provinciale dei CC di Perugia Col. Carlo Corbinelli che ha tenuto, al comando di Citta' di Castello, un incontro con la stampa. Il sudafricano aveva una pistola calibro 22, presumibilmente l'arma con la quale e' stato ucciso il 31enne polacco; non si voleva arrendere, non voleva finire in carcere. Neppure le esortazioni della sorella dell'uomo di colore l'avevano convinto a consegnarsi ai carabinieri e quindi, il magistrato e gli ufficiali dell'Arma, hanno deciso per un blitz dopo che dall'alba tutta la zona era stata transennata per impedire il passaggio delle gente, cosi' di docenti e studenti del vicino liceo ''Plinio in Giovane'', rimasto chiuso per motivi di sicurezza.
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