
... L’11 luglio del 1963, intervenendo alla Camera, si rivolse a Togliatti con parole profetiche, "Vi è una barriera che per noi tutte le simboleggia: il muro di Berlino, un muro che per la prima volta nella storia serve non per impedire che altri dall’esterno penetri, ma per impedire che chi soffre dentro la città di Berlino est possa uscire ed evaderne. Noi sappiamo che anche questo muro verrà abbattuto; e non verrà abbattuto dai carri armati, ma dal cammino travolgente delle idee di libertà, di giustizia e di pace che ovunque avanzano nel mondo". Ci asciugammo le lacrime e ci telefonammo di nuovo in tanti la notte del 9 novembre 1989, mentre guardavamo in televisione i giovani di Berlino che abbattevano con la loro gioia incontenibile il muro della paura e della divisione. Zac se n’era andato appena quattro giorni prima. Soltanto quattro giorni in più - ci dicemmo quella sera - gli sarebbero bastati per vedere quella notte che lui aveva sognato quasi trent’anni prima. E avrebbe avuto il diritto di vederla e di viverla, quella notte meravigliosa.
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